Immigrazione
Corte Ue boccia l'Italia sulla mancata trasposizione della direttiva sul riconoscimento reciproco delle espulsioni
L'Italia avrebbe dovuto procedere entro il 2 dicembre 2002
BRUXELLES - La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia per la mancata trasposizione nei tempi stabiliti, della direttiva sul riconoscimento reciproco a livello Ue delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi.
La direttiva, del 2001, prevede che tutti i paesi dell'Unione riconoscano i provvedimenti di espulsione di cittadini provenienti da paesi terzi, presi da parte di un determinato stato membro.
L'Italia avrebbe dovuto procedere alla trasposizione della direttiva entro il 2 dicembre 2002, ma Roma non è l'unica capitale d'Europa in ritardo. Oltre all'Italia, infatti, non hanno rispettato i tempi non solo tutti i dieci nuovi stati membri, manche la Germania, il Regno Unito, l'Irlanda, la Danimarca, la Grecia e il Lussemburgo.
Il Governo italiano, osserva la Corte nella sentenza, afferma che la normativa destinata ad assicurare la trasposizione della direttiva dovrebbe essere adottata "al più presto". Per il momento, la multa imposta è irrisoria, ma potrebbe diventare cospicua se l'Italia non rispetterà la sua promessa e se, su richiesta della Commissione stessa, la Corte di giustizia Ue dovesse tornare a occuparsi del caso.
(9 settembre 2005)