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BRUXELLES, 20 MAR - L'atteggiamento dei cittadini europei, e soprattutto degli italiani, nei confronti degli immigrati e' connotato da una tolleranza puramente formale. In un europeo su quattro, infatti, la tolleranza convive con l'ostilita'. Lo ha rilevato uno studio, presentato oggi a Bruxelles, sull' "Atteggiamento nei confronti delle minoranze nell'Unione europea". Condotta per conto dell'Osservatorio europeo sui fenomeni di razzismo e xenofobia, la serie di sondaggi evidenzia che nell'Ue i tolleranti ''attivi'' - quelli disposti a fare concretamente qualcosa per le minoranze etniche - sono il 21%, ossia più degli "intolleranti" dichiarati (in media il 14% con picchi del 27% in Grecia e del 25% in Belgio). Per l'Italia, dove l'11% della popolazione e' stata inserita nella categoria degli intolleranti e il 15% in quella dei tolleranti "attivi", prevale la figura del "tollerante passivo": coloro che non sono ostili alle minoranze ma neanche vogliono che si faccia qualcosa per favorirne l'integrazione rappresentano infatti una quota del 54% della popolazione, la più alta in Europa assieme a quella francese (61%). "Ambivalenti", ossia con sentimenti misti di larvata ostilità e tolleranza, sarebbero il 21% degli italiani (la media europea e' del 25%). I piu' attivi nel sostenerne l'integrazione sono svedesi e danesi (33%). Rispetto a precedenti studi l'atteggiamento nei confronti delle minoranze è cambiato in meglio in molti stati dell'Ue. E' cresciuta però anche la ricerca di capri espiatori dal momento che molti intervistati hanno espresso la preoccupazione che gli immigrati possano rubare lavoro e protezione sociale. Sul fronte della tolleranza religiosa, la quota di italiani che ritiene un elemento di "disturbo" la presenza di persone di altre religioni e' stata stimata nell' 11,7%, inferiore a quella europea del 14,3%. Del 50-55%, quindi oltre la metà, è la percentuale di persone che in Italia dichiara di poter accettare - anche se con delle "restrizioni" - l'arrivo di musulmani, immigrati dell'est europeo e profughi. Circa i seguaci di Maometto, la quota di chi non li accetta e' in Italia del 10%, su livelli molto inferiori che in Germania (30%) e Francia (21%). Meno diffusa che in qualsiasi altro paese dell'Ue risulta in Italia la convinzione che la presenza di molti bambini stranieri vada a discapito della qualità dell'insegnamento: ne e' persuaso solo il 32% degli intervistati rispetto al 52% della media europea. I sondaggi, condotti fra oltre 16 mila persone la scorsa primavera, hanno rilevato che in Italia è poco diffusa la convinzione che le minoranze abusino dell'assistenza sociale (ne conviene il 42% degli intervistati, rispetto al 52% della media Ue e al 66% di quella francese). Quasi-record, perché più diffusa solo in Grecia, e' la tendenza notata in Italia a ritenere che gli immigrati compiano in media piu' crimini: e' d'accordo con questa tesi il 72% degli intervistati da Eurobarometro, il centro sondaggi dell'Ue che ha condotto lo studio demoscopico. A conferma di questa maggiore tolleranza degli italiani giungono i risultati di una ricerca svolta dalla Swg di Trieste. E' in atto un processo di graduale ma costante accettazione dell' immigrato. Mentre nel 1998 solo il 39% degli italiani si dichiarava ben disposto verso i lavoratori immigrati, nel 2000 questa percentuale e' salita al 54%. Nel 1998 solo il 20% aveva dichiarato di essere molto propenso verso gli immigrati; oggi quella percentuale e'salita al 33%. Quelli che si erano detti solo moderatamente propensi sono saliti dal 19 al 21%. Insomma - ha ribadito la ricercatrice - gli italiani, a maggioranza, ritengono la presenza dei lavoratori immigrati importante per l'arricchimento del Paese. Parallelamente e' in calo la percentuale di coloro che pensano all' immigrato come a un potenziale destabilizzatore per il mercato del lavoro o dell' ordine pubblico. La percentuale e' passata dal 31% del 1998 al 22% del 2000. La tabella tratta dal rapporto dell'Osservatorio Ue in cui si quantificano in percentuale quattro possibili atteggiamenti nei confronti di immigrati e minoranze in genere: quello chiaramente "intollerante", quello "ambivalente" (in cui cioe' convivono elementi positivi e negativi), quello "tollerante passivo" (inclinazione positiva senza pero' chiedere politiche a loro favore) e infine quello "tollerante attivo".
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