IL MIO AVVOCATO
In questi giorni molti Uffici provinciali del lavoro di alcune importanti città italiane stanno accettando le prenotazioni in merito alle cosiddette chiamate nominative relative ai rilasci dei primi permessi di soggiorno per motivi di lavoro.
Nei fatti tali enti stanno creando una sorta di preferenza nei confronti di quei datori che, prima della pubblicazione della quota annuale che stabilisce i flussi, riescono a "prenotarsi". La pubblicità di tali circolari che si basa sul sentito dire si traduce molto spesso in leggende metropolitane.
In realtà la legge è chiara: al comma 4 della legge 40 del 1998 è disposto che con uno o più decreti del Presidente del consiglio dei ministri, sentiti i Ministeri interessati e le competenti Commissioni parlamentari, sono definite annualmente le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato, per lavoro subordinato.
Ratio di tale disposizione legislativa è quella di determinare il numero di ingressi per lavoro in base a quote stabilite su base regionale e provinciale.
Solo in seguito alla pubblicazione del decreto che stabilisce il numero di disponibilità di ingresso sarà poi possibile presentare le relative istanze di chiamata nominativa.
Aprire le prenotazioni prima della pubblicazione dei flussi si palesa evidentemente come un atto del tutto illegittimo viziato principalmente dall’assenza di pubblicità e dalla carenza di potere.
Eppure è proprio questo che si sta verificando in alcune importanti città italiane, dove molti cittadini immigrati, insieme ai loro potenziali datori di lavoro, stanno sfidando, in paziente attesa, il grande gelo di questi giorni. Si trovano incolonnati davanti agli Uffici provinciali del lavoro perché questi ultimi hanno avviato le "prenotazioni" delle domande per l’ottenimento dell’autorizzazione al lavoro di extracomunitari .
Tali provvedimenti vengono giustificati per assicurare la massima trasparenza organizzativa. Ma "l’efficiente" macchina organizzativa non prevede neppure la possibilità di depositare la documentazione attraverso mezzi postali oppure attraverso mezzi informatici.
Le interminabili code all’addiaccio davanti agli Uffici competenti sembrano essere, per alcuni "efficienti" dirigenti, l’unico mezzo per assicurare la trasparenza della pubblica amministrazione.
E pensare che qualcuno parla di digitalizzazione della pubblica amministrazione!
Avv. Anna Maria Spalluto