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La nuova legge sull'immigrazione, la famigerata Bossi-Fini, sta per essere approvata definitivamente dalla Camera, è una questione ormai di pochi giorni.
Stranieri in Italia, continua ad accogliere le varie proposte che arrivano dal mondo dei grandi sindacati italiani.
Dopo aver ascoltato l'opinione di Alioune Gueye, Responsabile Cgil per l'immigrazione, e di Oberdan Ciucci, Responsabile Nazionale Politiche Migratorie della Cisl,
è stata la volta di Angelo Masetti,
responsabile nazionale politiche migratorie della Uil.
Ecco la sua opinione in merito.
"Il giudizio sul disegno di legge attuale è stato concepito in maniera varia e abbastanza superficiale, il risultato è un testo di cui non si sente assolutamente il bisogno, e che rischia di creare un sistema di nuove sanzioni che finirebbero per colpire soprattutto le famiglie e gli anziani".
Secondo Masetti "questi provvedimenti sono ininfluenti negli scopi che l'esecutivo si pone per contrastare la lotta all'immigrazione clandestina, la grande massa di espulsioni che il governo dice che sta
attuando risulta totalmente inefficace".
"Con la nuova legge vengono introdotte delle innovazioni che vanno a restringere pesantemente spazi di libertà e di garanzie costituzionali ai cittadini italiani ai quali vengono imposte sanzioni non previste nell'attuale normativa.
Le norme "incriminate", secondo Masetti, sono quelle che prevedono pesanti sanzioni per le famiglie italiane che, "in assoluta buonafede, abbiano violato il nuovo obbligo di comunicare agli uffici competenti le variazioni intervenute nei rapporti di lavoro ad esempio con le 'badanti' addette all'assistenza di infermi; o che abbiano un rapporto di lavoro con uno straniero che abbia dimenticato di rinnovare il permesso di soggiorno; oppure che abbiano dimenticato di comunicare con urgenza alla polizia che uno straniero, anche se parente, è momentaneamente ospite in casa".
"La Uil ha fatto una serie di proposte emendative, la richiesta radicale è abbandonare questo testo che non è stato concepito in maniera equilibrata, e quindi procedere ad un' integrazione dell'attuale normativa".
"La Uil chiede che venga reintrodotto l'ingresso per ricerca di lavoro, che venga migliorato il sistema degli ingresso per quota facendo si che le quote siano realmente quelle richieste dal mercato italiano, dando una forte prevalenza alla gestione degli enti locali in concertazione con le parti sociali".
Per ciò che riguarda le
manifestazioni contro la Bossi-Fini che stanno avvenendo in Italia in questi giorni, Masetti afferma che "esse esprimono un malessere reale del Paese, una diffidenza verso questo disegno di legge, che sembra essere sorretto più da una volontà di crociata elettoralistica che di un'attuazione di una legge giusta ed efficace".
(21 maggio 2002)
Stefano Camilloni
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