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La proposta
Ddl dell'Ulivo: ingresso in Italia per ricerca di lavoro e ritorno allo sponsor
Ecco le novità che l'Ulivo vuole introdurre in tema di immigrazione. La Lega: "Così torniamo alla legge Martelli"
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ROMA - Permesso di entrata per ricerca di lavoro, 'sponsor', permessi premiali in caso di comportamenti degni di nota.

Sono alcune delle novità previste dal disegno di legge sulle 'norme per l'ingresso, l'accesso e l'integrazione dei cittadini stranieri' presentato ieri dal gruppo dell'Ulivo a palazzo Madama, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente del gruppo Anna Finocchiaro, il vice presidente Luigi Zanda, il presidente della commissione Lavoro Tiziano Treu e il senatore Massimo Livi Bacci primo firmatario del ddl.

"L'immigrazione è qui per restarci a lungo" e "non è un fenomeno nuovo perché ci conviviamo da trent'anni", ha detto Livi Bacci, illustrando i punti-cardine di una riforma che non abolisce la legge Bossi-Fini, ma la modifica in punti qualificanti.
Intanto, accanto all'ingresso per "chiamata nominativa" o numerica vi potrà essere anche quello per "ricerca di lavoro", dietro la presentazione di "adeguate garanzie" da parte di istituzioni appositamente autorizzate o dietro quella che viene definita "prestazione di garanzia di natura monetaria", cioé un deposito infruttifero al momento dell'ingresso.

Il presupposto del provvedimento è che sia più utile al sistema che "l'immigrato sia tracciabile" al momento del suo ingresso e che sia utile favorire l'incontro diretto tra potenziale datore di lavoro e lavoratore ancor prima di giungere alla formalizzazione del rapporto. In ogni caso, si tenta di rendere più flessibile il sistema, nella consapevolezza che, ha rilevato Anna Finocchiaro, "il governo sta andando verso un Testo unico delle norme sull'immigrazione e questo ddl, di cui con i ministri Giuliano Amato e Paolo Ferrero abbiamo parlato, si inserisce come contributo alla discussione che si aprirà. D'altronde, è questo uno dei temi della modernità del Paese e della stessa democrazia".

Il testo, 22 articoli, non copre l'intero ambito della legislazione vigente sull'immigrazione, ma si concentra su quattro aspetti: la disciplina degli ingressi, il permesso di soggiorno, le modalità di regolarizzazione, le politiche per l'integrazione. Parallelamente il ddl dei senatori dell'Ulivo, raddoppia la durata massima dei permessi di soggiorno: due anni per i permessi di lavoro a tempo determinato e tre per quelli a tempo indeterminato. Inoltre nelle more del rinnovo l'immigrato conserverà intatte tutte le sue prerogative. Per quanto riguarda l'emersione dall'irregolarità, il testo introduce forme articolate di regolarizzazione in modo da superare, spiega Livi Bacci, "le sanatorie indiscriminate a cui siamo stati abituati negli ultimi anni". Permessi di soggiorno premiali, dunque, per gli stranieri che aiutino concretamente le autorità nell'individuazione di autori di reati connessi all'immigrazione clandestina, per quanti compiano atti di straordinaria rilevanza sociale ed umanitaria, e per gli irregolari che denuncino il loro datore di lavoro, "escludendo - sottolinea Livi Bacci - i datori di lavoro-famiglie" come nel caso delle badanti. Il ddl prevede, infine, la ricostituzione del Fondo per l'integrazione, istituito originariamente dalla Turco-Napolitano e abolito dal precedente governo.

'Si torna alla Legge Martelli e di conseguenza agli abusi degli sponsor che potranno nuovamente chiedere agli stranieri di pagare profumatamente questa specie di 'presa in carico. Dopo questo mercimonio lo straniero sarà libero, come allora, di dilagare sul territorio nazionale senza alcun controllo essendo regolarmente nel nostro paese senza l'obbligo di lavorare".
Ettore Pirovano, senatore della Lega, commenta così il ddl presentato dall'Ulivo in Senato in tema di immigrazione. "E' difficile capire come sarà possibile controllare i fruitori del permesso per ricerca di lavoro dopo che saranno entrati in Italia, ma - sottolinea il senatore del Carroccio - é facile prevedere che tutti i clandestini oggi presenti in Europa troveranno molto conveniente spostarsi per venire qui da noi dove tanto benevolmente saranno accolti".

Non solo, dunque, "non riusciremo a contenere i clandestini che ci giungono dal mare e che gentilmente telefonano ai carabinieri per avvisarli del loro arrivo, ma saremo il Paese che vanterà il maggior numero di extracomunitari". "Ricordiamoci anche - sottolinea Pirovano - che a fronte di un permesso per ricerca di lavoro i comuni saranno obbligati a rilasciare la residenza e da quel giorno decorreranno i termini per ottenere la cittadinanza. Meglio sarebbe aiutare - conclude - i disoccupati del sud offrendo loro gli stessi benefici di sovvenzione ed alloggio in attesa di trovare un lavoro, oggi garantiti agli extracomunitari".

(8 novembre 2006)

s.c.