Lotta al razzismo
Il ministro Prestigiacomo: "Successo del numero verde Unar"
Presentato il Rapporto al Parlamento Ufficio Antidiscriminazioni. 3.500 segnalazioni in un anno
ROMA - Quasi 3.500 chiamate in un anno, con richieste di informazioni e segnalazioni di casi di discriminazione: è il bilancio di un anno di attività del numero verde dell'Unar, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che oggi, in occasione della presentazione del suo Rapporto annuale 2005 al Parlamento, fa un bilancio della sua attività.
"E' stato un anno importante" commenta il ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo. "L'Unar - spiega il ministro - ha dovuto progettare e creare gli strumenti di intervento nel campo del contrasto alle discriminazioni razziali, intervenendo in un settore sensibile e delicato su cui si gioca il futuro della nostra società".
I risultati, spiega, sono stati "di grande spessore: il numero verde 800.90.10.10, istituito dall'Unar per consentire la denuncia di tutti i comportamenti razzisti di cui gli utenti siano stati vittima o testimoni, ha ricevuto in un anno 3.438 chiamate, di cui 2.571 richieste di informazioni nelle materie più strettamente attinenti i problemi dell'immigrazione (come permessi di soggiorno, cittadinanza), 577 segnalazioni di discriminazioni fondate su altri fattori (handicap, età, orientamento sessuale), nei confronti delle quali l'Ufficio ha svolto opera di indirizzamento e prima assistenza, 282 casi di discriminazioni razziali, su cui è intervenuto, con il suo gruppo di magistrati, esperti, antropologi, per la rimozione della condotta discriminatoria e degli eventuali effetti verificatisi".
"I casi riportati nel Rapporto - aggiunge il ministro - sono emblematici di quanto siano odiosi e meschini alcuni atteggiamenti razzisti che impediscono o rendono difficile, a volte, anche le più piccole azioni della vita quotidiana e ottenere il rispetto dei propri diritti civili e sociali". I casi denunciati sono tanti: c'é l'autista dell'autobus che non apre le porte quando vede alle fermate delle persone di colore; c'é il locale che fa pagare il biglietto d'ingresso solo agli stranieri; c'é il condominio che impedisce ai bambini di una coppia sudamericana di giocare nelle parti comuni del condominio; c'é il caposquadra che insulta ogni mattina il proprio operaio di origine africana; c'é la ragazza che non può fare la commessa in un supermercato perché é nera.
"Storie di piccole violenze e spregevoli pregiudizi - commenta Prestigiacomo - che, però, raccontano meglio di qualsiasi studio e spiegano meglio di qualsiasi ricerca cosa è il razzismo e cosa provoca nella vita delle persone". L'azione dell'Unar, spiega il ministro, si è mossa anche lungo altre direttrici, "con una specificità tutta italiana che lo distingue dagli uffici omologhi degli altri Paesi Ue: grande importanza è stata data, infatti, alle campagne di sensibilizzazione e di informazione dell'opinione pubblica, alle iniziative nel mondo della scuola, dello sport, delle università, dei mass media".
L'Ufficio ha anche organizzato corsi di formazione rivolti ai rappresentanti sindacali sulle tematiche della discriminazione razziale nei luoghi di lavoro e, in particolare, è stato stipulato un Protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative, per un programma di misure di contrasto al razzismo nei luoghi di lavoro.
E' stato inoltre creato un elenco di più di 100 associazioni, che operano nel campo del contrasto alle discriminazioni razziali e che, ha reso noto il ministro, grazie all'iscrizione in un Registro istituito presso l'Unar, hanno ottenuto la legittimazione ad agire in giudizio, in nome, per conto o a sostegno delle vittime di discriminazione, fornendo loro un ulteriore strumento di tutela e di sostegno.
"Sono conscia - ha concluso Prestigiacomo - che c'é ancora tanta strada da fare per raggiungere l'obiettivo della parità di trattamento e della creazione di una società rispettosa delle reciproche diversità, ma sono anche orgogliosa dei risultati raggiunti, che mi convincono di quanto sia stato giusto l'impegno e la passione che io stessa ho profuso per la creazione di questo Ufficio nell'ambito del Ministero per le pari opportunità".
(28 gennaio 2006)