Il rapporto
Unhcr: "Meno rifugiati, ma nel mondo aumentano gli sfollati"
Milioni di persone hanno lasciato le loro case senza varcare i confini del Paese d'Origine. Scarica il "2005 Global Refugee Trends"
Continua a calare il numero di rifugiati nel mondo, ma si apre un nuovo fronte per l'assistenza agli sfollati: persone che hanno lasciato le loro case per sfuggire a violenza, guerre e carestie, spostandosi però all'interno del loro paese d'origine.
È quanto si legge nell'ultimo rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), "2005 Global Refugee Trends", presentato oggi a Ginevra.
Alla fine del 2005 il numero dei rifugiati nel mondo ha toccato il livello più basso da 26 anni, scendendo a 8,4 milioni contro i 9,5 milioni dell'anno precedente e 12,1 milioni (il 31%in più) del 2001, anno a partire dal quale si è registrata una flessione continua in tutte le cinque macroregioni prese in esame dal rapporto. In Europa - continente che ospitava circa un quarto dei rifugiati del mondo - durante il 2005 il numero dei rifugiati è diminuito del 15%.
Nel 2005 inoltre gli esodi di massa in Paesi limitrofi di nuovi rifugiati - i cosiddetti rifugiati prima facie - hanno toccato il livello minimo dal 1976. In calo l'anno scorso anche il numero di persone che ha chiesto asilo o un appello per decisioni su domande d'asilo: 668 mila in 149 Paesi, il 2% in meno rispetto al 2004. La maggior parte delle domande dello scorso anno è stata presentata in Europa (374 mila), seguita da Africa (125 mila), Asia-Pacifico (75 mila) e Americhe (72 mila).
Una tendenza inversa si registra invece per gli sfollati, saliti aa quasi 21 milioni contro i 19,5 milioni del 2004. "Questo aumento - spiega l'Unhcr in nota - è dovuto principalmente all'ampliamento della responsabilità dell' Agenzia nei confronti degli sfollati, persone fuggite per le stesse ragioni dei rifugiati ma che si trovano ancora all' interno del proprio Paese".
Sfollati
Attualmente l'Unhcr si occupa di 6,6 milioni di sfollati in 16 Paesi, mentre alla fine del 2004 erano 5,4 milioni in 13 Paesi. Quasi la metà delle persone di competenza dell'Unhcr appartiene a cinque nazionalità: afghani (2,9 milioni), colombiani (2,5 milioni), iracheni (1,8 milioni), sudanesi (1,6 milioni) e somali (839 mila).
I 6,6 milioni di sfollati costituiscono il 32% del totale delle persone di cui si occupa l'Unhcr, mentre i rifugiati il 40% del totale. Il restante 28% include rifugiati e sfollati che sono rientrati ma che hanno ancora bisogno di assistenza (1,6 milioni), richiedenti asilo (773 mila), apolidi e altre categorie di migranti forzati.
"Mentre ci avviciniamo alla Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno - ha dichiarato l'Alto Commissario dell'Onu per i Rifugiati , Antonio Guterres - le buone notizie sono costituite dal fatto che il numero globale dei rifugiati è il più basso dal 1980, ma molto resta da fare per la drammatica condizione di milioni di persone sfollate all' interno del proprio Paese, in luoghi come la regione sudanese del Darfur, l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo".
"L'Unhcr - ha insistito Guterres - ha assistito centinaia di migliaia di sfollati a rientrare nelle proprie case in Liberia, in Russia, nei Balcani e in altre regioni del mondo, ma altri milioni di sfollati vivono ancora come rifugiati all'interno dei confini del loro stesso Paese, ed hanno bisogno di aiuto".
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UNHCR "2005 Global Refugee Trends"
(9 giugno 2006)
EP