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Immigrazione
Il Vaticano: "L'integrazione non si deve fermare"

L'arcivescovo Marchetto: "Il fenomeno migratorio è oggi una realtà strutturale e dovremo imparare ad accettarlo"
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CITTA' DEL VATICANO - Fatti come quelli di Brescia creano senz'altro "un'atmosfera non favorevole" all'integrazione degli immigrati in Italia, ma occorre tener conto che "il fenomeno migratorio è oggi una realtà strutturale e dovremo imparare ad accettarlo".

Il segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti, l'arcivescovo Agostino Marchetto, invita a non farsi suggestionare dai fatti delittuosi di cui sono protagonisti alcuni immigrati e a guardare invece al gran numero di persone straniere la cui presenza in Italia produce "benefici".

Mons. Marchetto sottolinea, tra l'altro, che il rilievo dato dagli organi d'informazione a delitti come quelli avvenuti a Brescia dipende anche dal fatto che "il tempo di vacanza è tradizionalmente un periodo in cui la cronaca nera ha maggior rilevanza, maggior spazio".

"A freddo - afferma - bisogna inserire le coincidenze di questi giorni in un contesto più ampio, tenendo conto di dati più generali e meno 'impressionanti' che pure di riferiscono ai delitti degli immigrati in Italia". E questo mons. Marchetto lo dice "con tutta la compassione vera che ogni delitto deve far sorgere in noi verso le vittime e quanti vogliono loro bene" e con l'esigenza che "naturalmente la giustizia faccia il suo corso".

E' vero, però, per il segretario del dicastero vaticano per l'immigrazione che "si crea così un'atmosfera non favorevole alla soluzione al problema fondamentale per l'emigrazione, quella che noi chiamiano 'integrazione', cosa del resto diversa dall'assimilazione". A tale proposito, mons. Marchetto richiama anche l'Istruzione pubblicata dal Pontificio Consiglio sul tema 'La carita' di Cristo verso i migranti.

"L'opinione pubblica - aggiunge - reagisce negativamente alla presenza di tutti gli immigrati, e non solo di quelli che commettono delitti. Si crea quindi quasi un circolo vizioso, che impedisce o riduce quel senso di accoglienza che è invece una caratteristica del popolo italiano, 'brava gente'. E l'accoglienza è fondamentale per l'integrazione".

In favore dell'accettazione del fenomeno migratorio come realtà "ormai strutturale", mons. Marchetto invita a ricordarne i "benefici": "pensiamo per esempio - spiega - alle 600 mila badanti che assistono con premura le nostre famiglie e i nostri vecchi". Occorre anche, aggiunge, "cercare di alleviare le pene a volte anche lancinanti (sono i dolorosi casi di questi giorni) che una tale presenza può causare". Non ultima, per l'arcivescovo, la necessità "di ricordare anche tanti altri morti dalla parte dei migranti, di gente disperata che cerca ad ogni costo un futuro migliore: anch'essi vanno considerati insieme con i fatti dolorosi che sono accaduti".

(21 agosto 2006)