AFGHANISTAN: PRIORITA' AI PROFUGHI La Caritas intensifica l'impegno in favore dei profughi e chiede: la fine dei bombardamenti, l'apertura delle frontiere, la creazione di corridoi umanitari. "Fermate i bombardamenti, perchè non ottengono nulla, ma aggiungono solo sofferenze".
Lo chiede da Peshawar, Padre Gregory Rice, religioso americano già coordinatore del programma della Caritas per i rifugiati e reponsabile di vari progetti sociali. La situazione diventa infatti di ora in ora più drammatica.
Già prima della crisi 5 milioni e mezzo di afghani dipendevano dagli aiuti alimentari, ora sono a rischio 7,5 milioni di persone, soprattutto nelle province colpite dalla siccità.
"Dopo l'inizio dei bombardamenti - ci dice al telefono Silvio Tessari, in Pakistan per conto della Caritas Italiana - sono ormai 1 milione e mezzo le persone che stanno cercando di fuggire dall'Afghanistan e più di due milioni gli sfollati interni.
Il Pakistan già ospita 2 milioni di profughi, di cui 1,2 milioni raggruppati in 203 villaggi".
Il piano di aiuti avviato dalla rete Caritas prevede un impegno di 30 miliardi di lire e, nel dettaglio, per i prossimi tre mesi: sostegno a 2.300 famiglie di profughi a Peshawar in Pakistan con coperte e vestiti invernali, kit igienico-sanitari; coperte e materassi, tende, teli di plastica, utensili da cucina e acqua potabile per 2.000 famiglie nella zona di Quetta; utensili da cucina, coperte e vestiti invernali per 30.000 rifugiati nei nuovi campi lungo il confine pakistano; cibo e generi di prima necessità per 200.000 sfollati interni in Afghanistan; acqua e servizi igienico-sanitari per 30.000 persone in 3 nuovi campi in Pakistan; trasmissioni radiofoniche con messaggi di pace, dialogo e tolleranza in Baluchistan e in Afghanistan sud occidentale; realizzazione di 1.700 alloggi e servizi igienici per altrettante famiglie tra le più vulnerabili; scolarizzazione e cibo per 176.000 bambini in New Shamshatoo; assistenza sanitaria per gli sfollati interni con medicinali e cure per 50.000 nuovi pazienti in 36 centri sanitari, sostegno all'Ospedale Al Jehad nel campo di Jalozai vicino Peshawar, sostegno al reparto di Chirurgia e Ostetricia dell'ospedale Gardez, a sud di Kabul, attivazione di 7 cliniche mobili (2 a Kandahar, 2 a Nangarhar, 2 a Bamyan, 1 a Ghazni) che assistono 70.000 persone; assistenza sanitaria, acqua, cibo per 2 mesi per 25.000 nuovi profughi vicino Quetta e 150.000 vecchi profughi nei campi già esistenti vicino Peshawar; cibo supplementare per 12.400 bambini gravemente malnutriti e 23.250 donne incinte in Afghanistan, nella regione di Herat, Kandahar, Bamyan, Ghazni, Nangarhar; acqua e attrezzature sanitarie per 100.000 vecchi profughi a Kandahar; cibo e attrezzature agricole per 50.000 famiglie a Kandahar, Helmand, Uruzgan.
Un intervento articolato e ad ampio raggio, anche se ogni azione di soccorso appare inadeguata di fronte al moltiplicarsi dei bisogni e alla crescente massa di afghani che vogliono scappare dal loro Paese, sempre più martoriato.
Per questo motivo la Caritas chiede l'apertura delle frontiere di tutti i Paesi confinanti l'Afghanistan e il riconoscimento dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Chiede inoltre che si ponga fine al più presto ai bombardamenti e che all'invio di aiuti paracadutati si prediliga l'apertura di corridoi umanitari.
Esprime infine la preoccupazione che il crescente impegno, anche economico, per la sicurezza e il consistente aumento delle spese militari, possano andare a discapito dell'impegno per gli aiuti umanitari in favore dei profughi e, in generale, per tutte le politiche sociali e di cooperazione internazionale. Roma, 26 ottobre 2001
Per sostenere gli interventi in atto (causale "Profughi e vittime nuova guerra") la Caritas Italiana raccoglie offerte tramite: - conto corrente postale n. 347013 - c/c bancario n.11113 ABI 5018 - CAB 12100 - Banca Popolare Etica, Piazzetta Forzaté 2, PADOVA - c/c bancario n.100807/07 ABI 03069 - CAB 05032 - Intesa Bci - p.le Gregorio VII, ROMA - Cartasì (Visa, Mastercard) telefonando allo 06541921 in orario d'ufficio