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Nord-est
Veneto: gli immigrati sono il 35% della forza lavoro nel settore edile
Ma emerge il problema dell'alto tasso di infortuni
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VENEZIA - Nel Nord-Est la quota di addetti edili di origine extracomunitaria sul totale delle forze lavoro straniere occupate è cresciuta dal 14% del 2002, al 22,11% del 2004 fino a sfiorare, secondo le prime stime del 2005, in Veneto punte del 35%.

Gli ultimi dati dell'Inail, se da una parte evidenziano il costante tasso di crescita di questo tipo di lavoratori, dall'altro fanno emergere anche il problema dell'alto numero di infortuni in questo settore che negli anni scorsi ha toccato nel nord Italia il 12,2% di tutti gli infortuni registrati.

Formazione contro gli infortuni
Il tema della formazione alla sicurezza, mediante l'attivazione di interventi e strumenti di formazione concreti ed efficaci, è l'oggetto di un progetto finanziato dalla Regione e realizzato dall'ANCE Veneto, l'associazione regionale dei costruttori edili, in partnership con le sette scuole edili del Veneto. Si tratta di corsi di formazione teorico-pratica per lavoratori extracomunitari.Il primo di questi corsi territoriali ad essere portato a termine è quello in provincia di Belluno e all'evento conclusivo presso il Centro Formazione Professionale Maestranze Edili di Mel, con la consegna degli attestati di frequenza, è intervenuto l'assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona.

Il perché degli incidenti
Molti degli incidenti sul posto di lavoro sono spesso dovuti ad incomprensioni di tipo linguistico, soprattutto perché i lavoratori italiani usano il dialetto e un gergo da cantiere che sfugge alla comprensione del lavoratore straniero. L'assenza nei lavoratori extracomunitari di modelli formativi comuni, legati alla varietà delle nazionalità presenti, limita inoltre la possibilità di una uniformità dei comportamenti sul luogo di lavoro, riducendo di fatto la possibilità di integrazione socio-lavorativa dei singoli occupati.

Come procedere?
"L'obiettivo di questo progetto - ha sottolineato l'assessore De Bona - è quindi quello di coniugare interventi di formazione sulla sicurezza nel lavoro con la costruzione di strumenti che facilitino la comprensione ed il rapporto fra le maestranze straniere ed italiane. Per questo è stato studiato anche un apposito dizionario illustrato italiano/dialetto veneto e lingua di origine del lavoratore straniero. E' intervenuto alla cerimonia anche il presidente dell'ANCE Veneto Klaus Schillkowski, il quale ha evidenziato che investire in formazione rende sempre, sia per le aziende che per i lavoratori".

(15 maggio 2006)