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In Veneto: corsi per la cura di detenuti extracee tossicodipendenti
VENEZIA - Un progetto di formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari e carcerari per la presa in cura di immigrati tossicodipendenti. E' quanto ha annunciato l'assessore alle Politiche Sociali della Regione Veneto, al termine della giornata di studi "Tossicodipendenti italiani ed extracomunitari in misure alternative e percorsi giudiziari", che si è tenuta nei giorni scorsi presso il Centro Culturale Candiani di Mestre.
Secondo indagini recenti in Veneto il consumo e abuso di sostanze illecite o lecite (alcol) riguarda sia gli extracomunitari irregolari che quelli regolari, di seconda generazione.
"Il luogo dove questo fenomeno si sedimenta e si rende visibile - affferma in una nota la Regione Veneto - è il carcere, che costituisce quindi la cartina di tornasole delle nuove problematiche che stanno emergendo in questo settore". L'assessore ha ricordato a questo proposito che la Regione Veneto ha approvato nel 1999 il progetto "Pena: circuiti in rete", finanziato con il fondo lotta alla droga, rivolto a detenuti tossicodipendenti italiani ed extracomunitari, il cui obiettivo è la definizione dei percorsi di cura e attivazione di una rete sociale.
"I problemi legati alle tossicodipendenze, sia per gli italiani che per gli stranieri - è stato il messaggio rivolto in particolare agli operatori dei Ser.T, a quelli delle sezioni alcologiche, delle comunità terapeutiche e del privato sociale della provincia di Venezia, ma anche agli operatori degli istituti carcerari di Venezia - quando si presentano in una situazione di esecuzione della pena, è necessario che vengano affrontanti con un approccio interculturale, giuridico e socio-sanitario, in modo tale da trovare un equilibrio tra le due forme di intervento, nel rispetto della giustizia e delle richieste di cura delle persone".
Un dialogo, previsto dal testo unico sulle tossicodipendenze n.390 del 1990, che però non trova sempre fluidità ed efficacia. La giornata di studi ha inteso quindi aprire uno spazio di dialogo tra operatori socio-sanitari e operatori carcerari ed offrire un progetto di formazione e aggiornamento per la presa in cura di persone dipendenti straniere.
Nel corso del seminario di Mestre si è parlato anche di "revisione del protocollo d'intesa in tema di dipendenze tra Regione Veneto e Ministero di Grazia e Giustizia (fermo al 1988) e della verifica che l'assessore regionale sta compiendo in tutte le Ullss sul funzionamento, in questi tre anni, del sistema dei servizi regionali per le dipendenze; sui punti critici che vanno rivisti, sui punti di eccellenza che vanno mantenuti e sulle nuove sfide che si devono affrontare a partire dalle droghe sintetiche e dalle polidipendenze (alcol-droghe) e dalla capacità dei servizi di intercettare queste nuove forme di dipendenza. E quindi anche di intervenire sulle realtà dei detenuti dipendenti, sia italiani che stranieri".
(3 giugno 2002)
Giovanni Senatore
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