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VENEZIA - Un gruppo tecnico di lavoro tra Regione, Governo e Parti sociali che avrà il compito di individuare le modalità in base alle quali stabilire il fabbisogno di lavoratori extracomunitari in Veneto. La prima riunione del nuovo organismo, primo passo verso la firma di un protocollo d'intesa tra ministero del Lavoro e Regione Veneto, il primo e unico del genere in Italia, si è svolta nei giorni scorsi nell'ambito del Tavolo unico regionale di coordinamento per l'immigrazione riunito presso la sede della Giunta veneta.
"L'obiettivo del gruppo di lavoro - spiega una nota della Regione Veneto - è quello di contribuire a definire in modo migliore le quote annue: il modello dovrà essere estendibile alle altre regioni e utilizzabile in maniera ordinaria per contribuire a stabilire le quote annue previste con decreto nazionale". L'attività del gruppo di lavoro dovrebbe concludersi entro giugno.
All'appuntamento di Palazzo Balbi - erano presenti l'assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon, i rappresentanti del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dei sindacati, delle associazioni di categoria, della Consulta per l'immigrazione, dei comuni e delle provincie, delle Prefetture - sono state presentate anche le iniziative della Regione Veneto per il 2002 in favore dell'immigrazione, per quanto riguarda l'alloggio, la formazione, la rete per l'immigrazione, la comunicazione, i progetti pilota, le iniziative di enti e associazioni, gli accordi tra Regione e Ministero del lavoro.
Le risorse messe a disposizione per gli interventi proposti nel 2002 ammontano in totale a 12.617.321 euro, suddivisi nell'area dell'alloggio (5.815.787 euro), della formazione (774.685 euro); della rete per l'immigrazione (774.685 euro); della comunicazione (1.032.913 euro); dei progetti pilota (1.032.913 euro); delle iniziative di enti e organismi (1.032.913 euro); accordi tra il ministero del Lavoro e la Regione Veneto (2.153.422 euro).
Le iniziative per gli immigrati dovranno passare prima l'esame della Consulta per l'immigrazione e poi della Giunta regionale e della terza commissione del Consiglio regionale.
Sulle formazione e alloggio, considerati gli assi portanti del settore, l'assessore regionale Zanon ha ricordato gli accordi di programma che la Regione ha firmato con le sette provincie venete e che, per il 2001, sono stati finanziati dalla Regione con 774.685 euro per la formazione e con 2.065.827 euro per l'alloggio.
Per il 2002 è stata confermata l'entità dei impegni finanziari che in particolare dovrebbero riguardare, tra reperimento e/o realizzazione, almeno 100 abitazioni per gli immigrati o gli emigrati di ritorno.
Ok per il 2002 anche all'impegno di spesa stabilito nel 2001 dalla Giunta veneta per l'incarico a "Italia Lavoro Spa" di realizzare la rete regionale per l'immigrazione e di gestire l'Osservatorio regionale sull'immigrazione (importo 1.032.913 euro).
Per quanto riguarda i progetti pilota, il finanziamento di 516.456 euro che nel 2001 ha consentito l'avvio di 5 interventi di integrazione scolastica, di miglioramento di qualità della vita e di facilitazione all'inserimento lavorativo di donne straniere, aumenta nel 2002 fino a 1.032.913 euro, rivolti ad iniziative di integrazione sociale, ma anche per il recupero dopo la pena, di detenuti stranieri.
E' stato confermato per il 2002 anche l'impegno finanziario di 1.032.913. euro assegnati per gli interventi proposti dalle associazioni, in base alla legge regionale n. 9 del 1990, individuato in 516.456 euro per interventi presentati nel 2000 e di 1.032.867 euro per quelli presentati nel 2001.
Per la realizzazione del primo accordo di programma Stato-Regione Veneto per il "Progetto Rientro" sulla formazione e sull'inserimento socio-lavorativo per gli emigranti di ritorno dall'Argentina, il Governo ha assegnato, nel 2001, alla Regione 1.549.370 euro.
Infine, per il secondo accordo di programma Stato-Regione Veneto del dicembre 2001, i fondi stabiliti di 2.153.422 euro saranno destinati alla promozione di attività sperimentali di formazione e di orientamento in alcuni Paesi di origine dei flussi migratori, per occupazione nei settori produttivi del Veneto e per sviluppare attività imprenditoriali autonome nei paesi di origine.
(16 maggio 2002)
Giovanni Senatore
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