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FIRENZE - Il consiglio degli immigrati: ormai quasi una realtà a Rimini, dove a maggio si terranno le prime elezioni, soltanto una proposta, per adesso, in Toscana. Un consiglio "ombra", parallelo a quello ufficiale, composto da stranieri eletti dalle comunità di immigrati residenti nella provincia di Firenze. Dovrebbe avere funzioni esclusivamente consultive, il nuovo organismo proposto da Rifondazione Comunista in una mozione presentata di recente al consiglio provinciale del capoluogo toscano.

Secondo i promotori D'Amico, Targetti e Parotti, il consiglio degli stranieri dovrebbe affiancare l'assise ufficiale, come spazio di espressione della comunità di immigrati presente a Firenze.

Un luogo, quindi, dove poter rappresentare a livello ufficiale i bisogni e i problemi dei cittadini stranieri presenti sul territorio fiorentino. E i tempi, secondo Rifondazione Comunista, sarebbero ormai maturi per compiere questo passo a favore dell'integrazione.

La mozione sollecita infatti il Consiglio provinciale e il suo presidente "a definire una proposta di regolamento sul ruolo, le modalità e i tempi di elezione e funzionamento del consiglio degli stranieri".

La proposta di Rc, ricalca iniziative simili già avviate in altre città italiane sul fronte dell'ampliamento dei diritti riconosciuti agli immigrati, in previsione di una nuova disciplina che estenda la possibilità per gli stranieri di diventare cittadini italiani a tutti gli effetti. E il riconoscimento del diritto di voto, amministrativo in primo luogo e in seguito anche politico, rappresenterebbe il primo passo concreto verso questo realizzazione.

"Il consiglio degli stranieri - dice infatti Rifondazione Comunista nella mozione - costituisce un'importante tappa intermedia per affermare l'obiettivo di fondo del pieno diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri".

La proposta presentata da Rc prevede, nel caso di approvazione della mozione, che un rappresentante del consiglio degli stranieri partecipi alla sedute del consiglio provinciale, con diritto di parola, ma non di voto.

Si tratterebbe del cosiddetto "consigliere aggiunto", figura quest'ultima già prevista dallo Statuto del Consiglio comunale di Roma, ad esempio, che si appresta ad indire elezioni prima dell'estate che coinvolgeranno 180mila stranieri regolari che vivono e lavorano nella capitale.

A Firenze la proposta di dare vita ad un consiglio degli stranieri era stata presentata da Rifondazione Comunista già nel 1999, ma pur avendo ottenuto il parere favorevole della Conferenza provinciale permanente per l'immigrazione, l'iniziativa non ebbe il seguito sperato. Adesso Rc torna alla carica. "Attendiamo la decisione dei Ds: - si legge nella mozione presentata in consiglio provinciale - se già due anni fa fu previsto una specie di varco nello statuto provinciale che può dare spazio ad un'iniziativa del genere è merito nostro".

Secondo i promotori della mozione, il nuovo organismo dovrebbe essere eletto dai cittadini extracomunitari regolari che risiedono in provincia di Firenze da almeno quattro o cinque anni. Ma il via libera al consiglio degli stranieri non rappresenterebbe soltanto un ampliamento dell'orizzonte dei diritti della persona per gli immigrati. Se da una parte è vero che il diritto di voto è "previsto dalle stesse direttive europee, ma non è ancora sancito dalla legislazione del nostro paese", come sottolinea la mozione dei consiglieri fiorentini. Dall'altra, "uno dei vantaggi di questa integrazione - ricorda Rc - sarebbe la riduzione delle sacche di criminalità in conseguenza del maggiore inserimento degli stranieri nel tessuto sociale".

(25 marzo 2002)

Giovanni Senatore