Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


Ramo di Viburno
A Roma il festival di musica ucraina
L'11 febbraio in scena gruppi e solisti da tutta Italia. Il festival 2007 è giunto quest'anno alla sua terza edizione
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

(ASI) - 8 febbraio 2007 - Un festival con gruppi da tutta Italia. Musicisti, cori, umoristi, cantanti solisti, duetti e quartetti. A Roma fervono i preparativi per il festival di arte popolare ucraina "Ramo di Viburno" (il viburno è un simbolo di pace, amore e salute, ndr), una delle manifestazioni culturali ucraine più importanti a livello nazionale, organizzata il 11 febbraio nella capitale presso l'istituto Sant'Anna (zona Marconi).

Canti, danze, musica e non solo. Perché tra le attrazioni c'è anche l'esposizione dei batique della pittrice Maria Gaidai e degli arazzi di Larysa Iskiv, membro dell'associazione dei pittori ucraini e ideatrice di una collezione di abiti in stile popolare, presentati per l'occasione in una sfilata.

"E' il terzo anno che riusciamo a realizzare questo festival - racconta a Stranieriinitalia.it Anna Ymleva, presidente dell'associazione degli ucraini in Italia, nonché coordinatrice dell'organizzazione - si tratta di uno sforzo notevole. Ogni anno penso di non farcela, ma poi mi costringo ad andare avanti perché so quante aspettative ci sono nella nostra comunità rispetto a questo evento. Per fortuna quest'anno abbiamo fatto un lavoro di squadra, con la collaborazione, fra l'altro, di due sindacati, il Sile e il Sidu, dell'associazione Ukraina in Europa, nonché della consigliera aggiunta in Campidoglio Tetyana Kuzyk".

Il problema principale è fare i conti con la mancanza di tempo, con gli scarsi mezzi e la mancanza di sponsor adeguati. "Qui tutti lavoriamo, con ritmi molto faticosi. Io stesso faccio assistenza a due persone malate. C'è da tenere i contatti con i gruppi, preparare il programma, stampare i volantini. E non solo. Perché c'è una miriade di altre incombenze pratiche da affrontare. Però alla fine vale la pena, perché questo festival è un'occasione unica per far convergere in un unico luogo artisti provenienti da tutta Italia".

All'edizione 2007, presentata da Marianna Soronevych e Daniele Scialanga, partecipano gruppi da Salerno, Reggio Emilia, Cerignola, Rimini, Modena, Napoli. E dall'Ucraina dovrebbe arrivare il trio Slavia. Hanno dato il loro appoggio all'iniziativa anche l'ambasciata, il ministero degli esteri, e quello della cultura e del turismo ucraini. Ma di sponsor in giro ce ne sono pochini.

"Bisognerebbe riuscire a mettere in rete tutte le associazioni ucraine e creare una squadra affiatata che sa quello che vuole e come ottenerlo - conclude Ymleva - anche quest'anno, ad esempio ci siamo mossi tardi per ottenere i finanziamenti del Comune. L'organizzazione di questo festival è stato un primo passo nella direzione di una maggiore collaborazione. Ma dobbiamo fare di più. Non possiamo più permetterci di andare avanti rimettendoci di tasca nostra. Ci servono finanziamenti per fare sì che non tutto ricada sulle nostre spalle".

(8 febbraio 2007)

Andrea Gagliardi