Rivolta nelle banlieues
Villepin: "Priorità all'integrazione"
Il primo ministro francese propone misure contro il disagio. Interventi economici e sociali a sostegno delle periferie
Parigi - Non è solo con lo stato d'emergenza che il governo francese vuole rispondere alle rivolte scoppiate negli ultimi giorni, ma anche con misure a lungo termine per combattere il disagio e favorire l'integrazione.
Ieri sera, nel corso di una seduta straordinaria dell'Assemblea nazionale, il primo ministro Villepin ha illustrato un piano di azione per migliorare le condizioni di vita di quelli che ha definito "diseredati delle banlieues".
Villepin ha detto di voler riservare 20mila contratti di inserimento lavorativo a chi vive nelle periferie a rischio. Verranno inoltre istituite 15 nuove zone franche urbane, cioè aree soggette a una fiscalità agevolata e differenziata. Attualmente in Francia ce ne sono 85, dislocate nei quartieri più disagiati.
Verranno inoltre create 70mila borse di studio destinate agli studenti più meritevoli delle scuole medie. Previsti aiuti anche per le associazioni che lavorano nelle banlieues, con uno stanziamento di 100 milioni di euro.
Il primo ministro ha inoltre intenzione di creare una nuova agenzia per l'integrazione sociale e per le pari opportunità e di assumere altri 5mila assistenti pedagogici per le scuole di periferia.
"La lotta contro tutte le discriminazioni dovrà diventare una priorità per tutto il Paese" ha affermato Villepin, che ha ammesso: "le nostre politiche di prevenzione sono fallite".
(9 novembre 2005)