Il Viminale ai Prefetti
"Contrastate l'impiego di manodopera straniera irregolare"
Circolare del min. Amato: "Il lavoro nero attrae flussi clandestini". Critiche dall'Arci
ROMA - Mentre è già iniziato l'iter del decreto flussi-bis, che di fatto metterà in regola centinaia di migliaia di immigrati già impiegati in nero presso famiglie e imprese italiane, il Viminale ha inviato ieri a tutti i prefetti una circolare che li esorta "a sviluppare ogni iniziativa ritenuta utile a contenere il fenomeno dell' impiego di manodopera straniera irregolare".
Sembra che il ministero dell'Interno risponda così all'invito del vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini che ieri, a fronte della richiesta aiuto nel contrasto dei flussi clandestini inviata da Amato all'Ue, ha auspicato che l'Italia disponesse "un'azione di controllo attraverso le prefetture, sul lavoro nero". Da un'indagine del 2004, ha spiegato Frattini, "risulta che l 'Italia ha il 16-17% di lavoro nero, contro una media europea del 4-5%: la lotta all'immigrazione clandestina passa quindi anche da un contrasto a questo fenomeno".
Nella circolare ai prefetti, Amato spiega appunto che "occorre porre in essere una ferma azione di contrasto all' impiego irregolare di manodopera straniera, potente attrazione di flussi migratori destinati a restare nella clandestinità". A questo scopo, afferma il ministro, "potrà essere opportuno promuovere forme di coordinamento con le amministrazioni competenti e i soggetti interessati, sia nell' ambito della conferenza permanente che dei consigli territoriali per l' immigrazione, fatto salvo ogni intervento che ciascun prefetto ritenga di dover attivare nell' esercizio delle funzioni a tutela dell' ordine e della sicurezza pubblica".
La mossa del Viminale è stata criticata dall'Arci, che giudica la circolare "un'iniziativa singolare, visto che gli immigrati, come ha spiegato più volte anche il ministro dell'interno, sono costretti a lavorare in nero, ossia non è una scelta la loro quella di essere sfruttati e di non avere diritti. Non si deve quindi chiedere di contrastare gli immigrati ma bensì le condizioni che li rendono irregolari".
Secondo Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci, "sarebbe bene che il ministro, e il governo nel suo insieme, provvedesse in fretta a modificare la legge per consentire agli immigrati nuove regole per avere il permesso di soggiorno e per permettere loro di avere un regolare contratto".
(29 luglio 2006)
EP