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Il viceministro dell'Economia
Visco: "Senza immigrati non si cresce"
"L'Italia ha bisogno di forza lavoro nuova". Sì all'autodenuncia per mettersi in regola, "anche se dubito che ci sarebbero molti lavoratori disposti a farla"
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ROMA - Senza lavoratori stranieri non si cresce. Bisogna correggere la Bossi-Fini e favorire le regolarizzazioni, anche attraverso il meccanismo dell'autodenuncia.

Lo ha detto stamattina il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, intervenendo in una trasmissione di Radio 24.

Sollecitato da un ascoltatore che chiedeva un intervento per ridurre la piaga del lavoro nero, Visco ha premesso che "non è questione che riguarda direttamente la mia funzione nel governo", aggiungendo però che "tutti ricordano le file della gente davanti alle poste per una o più notti per cercare di regolarizzarsi". Quelli erano stranieri "che avevano già un lavoro", e il viceministro crede che per la loro regolarizzazione "non ci sia problema".

"Dopodiché - ha rilanciato Visco - bisognerà vedere cosa fare ancora. Adesso c'è una legge che è la Bossi -Fini, bisognerà vedere se e come integrarla e correggerla. Sono d'accordo sull'ipotesi di un' autodenuncia [degli stranieri impiegati irregolarmente n.d.r.] anche se dubito che ci sarebbero molti lavoratori disposti a farla".

"Il punto dell'immigrazione - ha concluso il viceministro dell'Economia - è che noi siamo un paese con natalità zero e quindi che ha bisogno di forza lavoro nuova, sennò non si cresce. Gli Stati Uniti, che hanno avuto degli eccellenti risultati di crescita negli ultimi quindici anni, hanno aumentato la popolazione del 20%. Noi possiamo essere più conservatori in materia, però un po' di lavoratori immigrati sono inevitabili".

(5 luglio 2006)

EP