Una novità per l’Italia, che dovrebbe realizzarsi all’inizio del 2002. Si calcola che siano 180mila gli aventi diritto. In questi giorni la commissione dello Statuto del consiglio comunale di Roma, approverà il regolamento e nei prossimi mesi verranno indette le elezioni.
Tutti i cittadini extracomunitari che abbiano compiuto 18 anni e siano regolarmente residenti a Roma, potranno recarsi alle urne per eleggere quattro loro rappresentanti in consiglio comunale e uno in ciascuna assemblea dei 18 municipi cittadini.
"Per noi è una cosa assolutamente importante - dice Enzo Foschi, consigliere comunale diessino, tra i firmatari della delibera - anche se il regolamento è solo un escamotage per dare parzialmente dei diritti, in assenza di una iniziativa nazionale. E’ di sicuro un salto di qualità, ma l’obiettivo finale è quello di dare piena cittadinanza e diritto di voto, almeno nelle elezioni amministrative, agli immigrati. Succede così in tutte le maggiori città europee, per i cittadini stranieri che siano residenti in regola da almeno 5 anni".
I neo eletti in rappresentanza di quattro aree di provenienza (Europa extracomunitaria, Africa, Asia e Oceania, Americhe), infatti, potranno prendere la parola nelle assemblee, proporre mozioni, interpellanze e delibere, ritirare il gettone di presenza, ma non avranno diritto di voto.
"Prendiamo i loro versamenti, quasi 2500 miliardi l’anno, con i quali si pagano molti nostri pensionati, ma non viene riconosciuto loro il diritto all’esistenza – denuncia Enzo Foschi – con questo regolamento abbiamo fatto un passo avanti, ma vista l’aria che tira non mi pare che esistano le condizioni politiche per ottenere qualcosa in tempi brevi. La nostra iniziativa - spiega Foschi – è un segnale che giunge da Roma in un momento particolare di crisi internazionale, ma anche nei confronti del Governo italiano di centro destra, che va in una direzione assolutamente opposta ad ogni forma di integrazione. Chiediamo, ci auguriamo in maniera proficua, che si faccia una legge quadro nazionale, così che nessuno possa essere più considerato consigliere di serie B".
Gli extracomunitari maggiorenni residenti regolarmente a Roma aventi diritti al voto ("180mila la cifra ufficiale, da aggiornare però con l’ultima sanatoria: dovremo fare un censimento per sapere chi sono e quanti sono"), verranno inseriti in un’apposita lista elettorale, da rinnovare due volte all’anno, a gennaio e a luglio.
I candidati, invece, devono essere residenti da almeno un anno e devono essere presentati da almeno 50 immigrati aventi diritto al voto.
"E’ una macchina complicata da mettere in moto – conclude il consigliere comunale Enzo Foschi (ds) - non credo sarà possibile che si verifichi un caos maggiore di quello visto alle ultime amministrative. Però anche dal punto di vista organizzativo sperimentiamo una novità, ci correggeremo strada facendo".