La decisione
Niente voto agli immigrati nei Comuni
Il governo boccia i provvedimenti di Torino e Ancona
ROMA - Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, ha deciso di procedere "all'annullamento straordinario per illegittimità" dei provvedimenti decisi dai consiglio comunali di Torino e Ancona per consentire il voto agli immigrati extra-comunitari e apolidi.
Lo ha reso noto un comunicato della presidenza del Consiglio dei ministri, in cui si precisa che la decisione è stata presa "a tutela dell'unità dell'ordinamento" e "a norma della legge n. 400 del 1988 nonchè dell'articolo 138 del testo unico sugli enti locali".
La decisione annulla le "delibere dei Consigli comunali di Ancona e di Torino, tese a modificare i rispettivi statuti in materia di elettorato attivo e passivo per le elezioni circoscrizionali esteso agli stranieri non comunitari ed apolidi".
LE REAZIONI POLITICHE
Un "atto politico" del Consiglio dei ministri, "guarda caso ostile a due Comuni, Ancona e Torino, che a maggio tornano al voto", e contro il quale l' amministrazione comunale valuterà se e come fare ricorso. Il sindaco Fabio Sturani, che è anche responsabile nazionale dell' Anci per i problemi dell' immigrazione, contesta in toto il 'no' del Governo al voto agli immigrati nelle elezioni circoscrizionali dei due capoluoghi. Anzi, Sturani rilancia, ricordando che Ancona ha già approvato "una seconda modifica allo Statuto comunale che estende il diritto di voto agli immigrati anche per il rinnovo del consiglio comunale". Provvedimento sul quale è già iniziata la procedura di annullamento da parte del Consiglio dei ministri, ma che il Comune non intende far cadere. Per quanto riguarda la bocciatura della delibera sul voto delle circoscrizioni, Sturani sostiene che il Cdm sbaglia nel far riferimento al Testo Unico degli enti locali in quanto esso "é precedente alla riforma dell' art. V della Costituzione. Una riforma che ha riconosciuto agli enti locali potere normativo e statuario al pari delle altre articolazioni dello Stato". Ad avviso del sindaco diessino dunque è evidente che da parte del Governo "é in atto una volontà punitiva nei confronti degli enti locali. Nonostante l' Italia sia uno degli ultimi paesi in Europa a riconoscere diritto di voto amministrativo agli immigrati regolarmente residenti nel territorio".
Secondo Livia Turco, responsabile Welfare per i Ds, "quello che è evidente è che questo Governo non vuole il voto agli immigrati, mi auguro che almeno il vice premier Fini taccia per decenza".
"Per quanto riguarda l'Unione - ha proseguito la Turco - il voto amministrativo agli immigrati sarà una delle prime cose che faremo una volta al governo, poiché riteniamo che esso rappresenti una grande misura di coesione, oltre che di sicurezza per le nostre città ".
"Una vittoria di Alleanza Nazionale". L' onorevole Agostino Ghiglia definisce così la bocciatura da parte del governo della mozione del Comune di Torino. "Grazie ad An - ha spiegato Ghiglia che è presidente provinciale del partito a Torino - non potranno votare o essere eletti anche quegli stranieri che non hanno una carta di soggiorno, un lavoro, che hanno la fedina penale sporca o procedimenti penali pendenti. Chiamparino (il sindaco di Torino, ndr) prenda atto di questa decisione e faccia marcia indietro. La tematica del diritto di voto agli stranieri è troppo importante per essere regolata in modo localistico, irresponsabile e superficiale".
"Una vittoria della Lega e del buon senso". Con queste parole il segretario della Lega Nord Piemont, Roberto Cota, ha commentato la bocciatura del voto locale da parte del Consiglio dei ministri.
"Questa decisione - ha affermato Cota - è sacrosanta da un punto vista politico ed è in linea con la battaglia del Carroccio a difesa della nostra identità. Ed è poi una decisione giusta dal punto di vista giuridico, perché è la Costituzione stessa a legare questo diritto alla cittadinanza".
(20 marzo 2006)
Stefano Camilloni