|
||||||||
|
||||||||
Gli stranieri in Italia mettono su famiglia. Ricongiungimenti, matrimoni, figli, in una parola desiderio di stabilità. La stanzialità è dimostrata dal fatto che un terzo degli immigrati e' residente in Italia da più di cinque anni mentre un quarto del totale lo e' da più di 10. La voglia dei cittadini stranieri di restare in Italia emerge chiaramente dal decimo rapporto sull' immigrazione della Caritas. Aumenta l'incidenza delle donne che negli anni '90 hanno quasi raggiunto gli uomini (85 ogni 100) e che nel 25,4% dei casi raggiungono i parenti in Italia portando i figli. Questi ultimi sono ormai il 18,1% della popolazione extra Ue. Nel 1999 sono nati 21.175 bambini da genitori stranieri, a fronte dei poco meno di 17 mila del 1998, mentre gli studenti stranieri iscritti alle scuole, sono passati dai 120 mila del 1999-2000 ai 140 mila del 2000-2001. E questo potrebbe essere solo l'inizio, dal momento che il 48,6% dei cittadini stranieri risulta coniugato (in Italia o all'estero). Ma il dossier Caritas riserva altri dati interessanti. Il 23% degli immigrati in Italia entrati ad inizio 2000 si è diretto nel Nordest (nel 1992 erano appena un sesto di un totale) . Nel nordest il Veneto e l'Emilia Romagna, con rispettivamente 143 mila e 120 mila immigrati, seguono solo Lombardia e Lazio, con una incidenza sulla popolazione residente che varia tra il 2,6 e il 3%. Un dato, questo, che sale tra il 3,5 e il 3,7% in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. E' il Veneto, comunque, che risulta essere la regione più vivace dell'area con una crescita del 26,8% nel 1999. L'incidenza dell'irregolarità sia più bassa in tutte le regioni del nordest, inclusa sempre l'Emilia Romagna, rispetto alla media nazionale. Più in generale nel Nordest i cittadini stranieri presenti da più di cinque anni sono divisi per il 42,6% in Friuli Venenzia Giulia, il 36,23% in Trentino Alto Adige, il 33,1% in Emilia Romagna e il 29,4% in Veneto, a testimoniare una sempre maggiore tendenza alla stanzialita' con un aumento del peso dei nuclei familiari ed una crescita di quanti vi giungono per raggiungere familiari gia' in loco. Sempre secondo la Caritas, che implicitamente critica il nuovo decreto flussi, i nuovi flussi verso l'Italia - dopo i 268 mila permessi del 1999 - dovrebbero attestarsi su una media annua di 100-150 mila persone per bilanciare l'attuale calo demografico. In ogni caso, avverte il X rapporto della Caritas, il fenomeno immigrazione - 2,5 cittadini extracomunitari ogni 100 abitanti - non e' massiccio come si tende a credere ma è abbondantemente inferiore rispetto ad altri Paesi Ue come Francia, Germania ed Inghilterra.
|
|
|||||||
|
||||||||