Nuovi cittadini - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Gio, Dicembre

Erano 20 le “stelle” arrivate in Polonia, il 9 novembre scorso, da 15 Paesi diversi, per condividere con il popolo polacco la ricca conoscenza (ed esperienza) nel “fare affari”, trasmettere modelli positivi, ispirare all'azione e celebrare insieme la pubblicazione del libro di cui sono co-autrici. L'Italia era rappresentata da Monika Jakieła, general manager di DMA Servizi.
Durante la serata di gala tutte le imprenditrici sono state onorate con il titolo di “BUSINESSWOMEN AMBASSADOR” e la statuetta di “Stelle del Business 2018”. Monika Jakiela, co-autrice del libro “Biznesowe inspiracje Polek na świecie . Cz.II” - "Ispirazioni imprenditoriali delle donne polacche nel mondo. Parte II”, è stata l’unica imprenditrice polacca in rappresentanza dell’Italia. Il libro racconta diverse storie, i percorsi lavorativi e i differenti settori economici in cui le donne polacche, emigrate dal proprio Paese, hanno affrontato un cammino irto di ostacoli ma anche di successi, arrivando a rappresentare, loro stesse, una fonte d’ispirazione e un modello per gli altri.
Nel libro Monika racconta la propria esperienza con sincerità: “Non sono diventata un'imprenditrice per caso. Prima di fondare la mia azienda, ho svolto una solida ricerca di mercato e sviluppato meticolosamente un piano aziendale. Ma la cosa più importante tra tutte quelle che ho fatto, è stata una ricognizione interna. Ho definito i miei obiettivi di vita, ho accettato i miei difetti e ho tirato fuori i miei punti di forza che mi avrebbero aiutato a raggiungere il senso di una vita realizzata. Innanzi tutto fare ordine nella mia testa, la mia vita non andava bene. Si dice che l'arrampicata si inizia sempre dal basso. Io posso aggiungere che si possono scalare le montagne, anche se stai partendo dal fondo” – scrive Jakieła.
“Sono la testimonianza vivente del fatto che in Italia la condizione di straniero non deve essere vissuta come una maledizione e che la burocrazia e le tasse elevate sono tollerabili, a patto che ci si attenga a un piano d'azione dignitoso” – sottolinea l’imprenditrice polacca.
In maniera toccante e con un pizzico di autoironia, Jakiela racconta il suo viaggio in Italia, le prime difficoltà legate all'inserimento nel mercato del lavoro e di come, procedendo a piccoli passi, sia poi riuscita ad avviare la propria attività, che in pochissimo tempo si è rivelata un caso imprenditoriale.
Nel 2013 il progetto internazionale “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, coordinato da Jakiela, è stato premiato come ‘Best Practice Certificate 2013’ dall'European Public Sector Award. Nel 2014 la sua agenzia ha quadruplicato i ricavi dell’anno precedente e ha portato Monika tra i finalisti del Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia 2015 (MoneyGram Award), nella categoria crescita del profitto.
“La mia azienda è registrata in Italia, ma la mia attività è di natura internazionale” - spiega Jakiela nel libro. “Alcune persone sono sorprese dalla versatilità dei servizi da me offerti, altri rimangono sbalorditi dal fatto che, essendo una donna, non abbia timore di lavorare in un settore tipicamente "maschile" e che anzi, a volte, io riesca a scuoterlo fortemente. Altri ancora si stupiscono che, a dispetto degli stereotipi, io stia sviluppando l’ attività in un Paese considerato poco favorevole agli imprenditori, e che l’essere una donna immigrata non ostacoli questa crescita” - confessa Monika nel suo racconto.
Nel libro "Ispirazioni imprenditoriali delle donne polacche nel mondo” Jakiela spiega come la sua insoddisfazione personale l’abbia portata a individuare una nicchia nel mercato dei servizi in Italia - “servizi da considerare di prima necessità e di massima urgenza”.
Developing Mobility Agency - DMA Servizi, l’impresa creata da Jakiela è leader nel campo delle soluzioni innovative e nella promozione della sicurezza stradale in Italia e nel mondo. L’azienda coordina numerosi progetti internazionali pluripremiati, tra cui il programma "Ambasciatori della Sicurezza Stradale", al quale è stato conferito il prestigioso titolo del “Best Practice Certificate European Public Sector Award”, (EPSA 2013), assegnato dall'Istituto Europeo della Pubblica Amministrazione (EIPA) con sede a Maastricht.
“Questo importante premio è arrivato dopo appena un anno della mia attività nell'ambito della promozione della sicurezza stradale. Sentivo di aver fatto a suo tempo la scelta giusta. Finalmente, potevo fare quello che mi piaceva davvero, in un campo a me familiare da quando ero bambina, in un ambiente internazionale e con la sensazione di portare valori positivi nella vita di altre persone e intere società” - spiega Monika Jakiela nel libro.
Nelle pagine successive del racconto dell'imprenditrice polacca scopriamo come ella sia divenuta la rappresentante dei più grandi centri di miglioramento della tecnica di guida in Europa per la loro implementazione al di fuori dell'Italia. Sempre in tema di mobilità e sicurezza per gli stranieri, Jakiela ha lanciato i nuovi corsi per conseguire la Patente di guida italiana “Free to Drive”. Si tratta di un metodo unico, pensato per tutti gli stranieri desiderosi di conseguire la Patente di guida italiana, con l’assistenza di un mediatore linguistico nella lingua d’origine dei partecipanti ai corsi.
Nel libro Monika spiega, inoltre, le tappe successive della sua crescita professionale. Oggi la DMA Servizi è specializzata anche nella promozione del turismo d'affari per i clienti vip. Jakiela è anche fortemente impegnata sul versante delle attività economiche e commerciali per la creazione di partnership e accordi tra aziende italiane e straniere. In particolare, forte della conoscenza del tessuto economico italiano, sviluppata come imprenditrice polacca in Italia, dal 2017 è stata nominata ‘Procuratore Generale del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione della Diaspora Polacca Economica del Mondo’, in qualità di unico rappresentante per l’Italia. Nel libro Jakiela più volte sottolinea come la consapevolezza della propria identità culturale possa aiutare a distinguersi positivamente nel mondo dell’imprenditoria. “Non mi sono mai vergognata di essere una polacca. Posso dire con fermezza che le radici polacche, i valori portati dalle nostre case, le caratteristiche tipicamente nazionali nel nostro DNA, come la diligenza, il coraggio e la fantasia audace sono un vero ‘asso nella manica’ all'estero. Sono delle qualità grazie alle quali davanti a noi Polacchi, sia negli affari, sia nella vita privata, le porte più difficili da aprire si spalancano” – aggiunge l’imprenditrice polacca.
Nel capitolo “La compaesana di Giovanni Paolo II” spiega inoltre: “Sia in Italia che in molti altri Paesi, la Polonia viene associata alla figura di un grande polacco e Papa - Giovanni Paolo II. Potrei elencare innumerevoli incontri, inclusi gli incontri di lavoro, che iniziavano più o meno così: "Sei polacca? Ecco la connazionale di Wojtyla - il grande uomo e Papa!". Venivo subito accolta bene, con massimo rispetto e fiducia perché ero polacca. Sono originaria di Sucha Beskidzka, una cittadina che dista di appena 20 chilometri da Wadowice, la città natale del nostro Papa polacco. I caratteristici paesaggi montani di cui Giovanni Paolo II, spesso aveva tanta nostalgia, sono i paesaggi della mia infanzia.”
Monika Jakieła viene apprezzata nel campo dell’imprenditoria per la sua spiccata capacità di sviluppare un business fortemente etico. In questo contesto non c’è da stupirsi che la sua storia si concluda con queste parole: “Quando ho iniziato la mia attività, l'elenco dei miei fallimenti era molto più lungo di quello dei miei successi ma, nonostante ciò, ero profondamente convinta di poter decidere della mia vita. Mi sono resa conto di quanto il tempo passi velocemente e ho deciso di trovare la felicità in me stessa, per poterla condividere poi con gli altri. Ho immaginato di sentirmi una persona realizzata e, soprattutto, una persona utile. Non intendevo però perdere la mia identità. L'identità è la nostra forza, la nostra ricchezza, che possiamo sempre usare se sappiamo come e dove farlo. Il mio obiettivo non è il successo, il mio obiettivo è la mia continua crescita, è rendere le mie attività una fonte di soddisfazione e di felicità. La dimensione etica del mio business ha per me una grande importanza. Il successo per me significa il culmine di una tappa, la fine di un percorso. Ma sono una montanara, ed ogni montanaro sa, che quando siamo in cima, siamo solo a metà strada”.
Il libro è disponibile in lingua polacca e in inglese. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
DW - http://www.naszswiat.it.

Proseguono le toccanti storie di integrazione sul territorio italiano ad opera dell’Agenzia MIGRATION SOLUTIONS SRL partner di GRUPPO EUROPA SRL a testimonianza del fatto che giovani africani, dopo aver affrontato il dramma di una disumana traversata e aver percorso un processo di integrazione in Italia, si rivelano veri e propri talenti emergenti in diversi settori, forti anche di un loro bagaglio culturale.
Fuggiti dalle terre natie in Costa d’Avorio Fallykou Soumahoro e Massoma Dosso, dopo aver affrontato le gelide acque del Mediterraneo e aver vissuto lo stesso inferno di migliaia di persone fuggite dall’Africa, giunti in Italia sognano di diventare stilisti affermati nel campo della moda italiana accomunati da questo nobile desiderio. L’occasione della svolta per entrambi ha il volto sorridente di Chiara e di Milin (nella foto) socie del Laboratorio sartoriale SerpicaLab a Milano presso il quale si tengono progetti educativi e di integrazione interculturale. Nella primavera del 2017 Fallykou Soumahoro e Massoma Dosso, richiedenti protezione internazionale e residenti in un centro di accoglienza in Milano, si affacciano al Laboratorio sartoriale su segnalazione di una sarta togolese che, in quel periodo, frequentava il SerpicaLab per imparare l’uso di alcune macchine da cucire e tecniche sartoriali europee.
L’attività all’interno del Laboratorio si basa sul lavoro volontario delle socie e dei soci che sfocia in occasioni di scambio e conoscenza con altri artigiani, laboratori sartoriali e di incontro con potenziali clienti interessati al confezionamento di abiti su misura. Fally e Dosso si dimostrano da subito persone di grande talento creativo e dotati di spiccato gusto estetico tanto da creare abiti degni di una vera sartoria di alta moda. E proprio come capi di alta moda le loro creazioni hanno sfilato nel défilé organizzato in occasione della celebrazione dell’AFRICA DAY 2018, evento svolto a Milano il 13 e 14 ottobre 2018 presso CASCINA CASOTTELLO.
Per questi due ragazzi, il mondo della moda, l’impegno profuso nel creare nuovi modelli mixando l’eleganza occidentale con il calore dei colori della terra d’Africa, significa voltare definitivamente pagina, dimenticare per entrambi le torture subite, il carcere di Sabha e i colpi di kalashnikov e affacciarsi ad una vita nuova… una vita che li vedrà, forse un giorno, tra i nomi di famosi stilisti. E tutto ciò che auguriamo a FALLY e DOSSO. Alla luce della mia esperienza personale nel mondo dell’immigrazione, ritengo che condividere queste storie di migranti e integrazione contribuisca a coscientizzare le persone nei confronti di coloro che chiedono di essere accolti con umiltà, mettere in luce tutto ciò che accade dopo lo sbarco, quando i riflettori dei media si spengono e quando le vite di molti essere umani si intersecano con altre “sotto lo stesso cielo”…favorendo una cultura dell’incontro.
Maria Sanvito

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