Apartheid in discoteca, fila diversa e prezzi più alti per gli "stranieri" - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

S.O.S. Razzismo

L'AUDIO con le indicazioni ai buttafuori: "Gente non ben accetta". Dopo la  denuncia di Jeffrey Owusu Boateng e Abi Zar, due giovani modenesi neri, indaga la Procura

 

 

Roma – 24 gennaio 2017 - Una fila a parte per gli “stranieri”, perché è "gente non ben accetta” in discoteca e se vuole entrare deve pagare di più. Come li scovi? Senza chiedere documenti, basta la pelle scura. 

Apartheid, razzismo. Trattamento diverso e peggiore per chi è considerato diverso. Succedeva in Sudafrica e nell’America segregazionista, succedeva pure alle serate organizzate dall’agenzia di eventi Mo.ma nel locale KY? di Modena, non più solo secondo le vittime. Ora c’è infatti anche un audio (lo trovate in fondo alla pagina) con le indicazioni date da quello che sembra uno dei responsabili allo staff addetto agli ingressi. 

A portare coraggiosamente il caso in Procura e sui media sono stati due giovani, Jeffrey Owusu Boateng e Abi Zar, entrambi cresciuti tra Modena e provincia, entrambi neri. Non si conoscevano, uno lavora in un ristorante e allena una squadra di calcio amatoriale, l’altro frequenta un master in diritto internazionale a Londra. Le notti del 6 e del 13 gennaio, quando si sono presentati con i loro amici davanti alla discoteca, sono stati però entrambi costretti a fare un’altra fila, quella, appunto, “per stranieri”. 

“Ero con amici, di colore e bianchi. Io e un altro amico di colore siamo stati mandati dal buttafuori all’altra porta. Pensavo che fosse per dividere maschi da femmine. Invece mi sono trovato in fila con un ragazzo asiatico, il mio amico e un palermitano di carnagione scura. Ho chiesto spiegazioni al buttafuori. Ha detto solo: “Per entrare paghi 25 euro senza consumazione. È la regola per gli extracomunitari” ha denunciato su Facebook Boateng, 

Racconto quasi identico a quello di Zar: “Il buttafuori si avvicina a noi e mettendosi davanti mi mette la mano sul petto e mi ferma: “Devi usare l’altra entrata”. Io subito mi sono girato verso la mia amica convinto che probabilmente era una di quelle serate dove le donne avevano l’ingresso separato per entrare prima degli uomini.  “Ma dici a lei?” risposi indicando la mia amica dietro di me.  “No, tu devi entrare da quell’entrata lí” mi rispose lui con voce ancora piú rigida e indicandomi il secondo ingresso completamente deserto”.

Quando la polemica ha iniziato a montare sui social, l’agenzia Mo.ma. ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale parlava di una semplice “incomprensione all’ingresso del locale”. Le “assurde accuse di razzismo” sarebbero “voci faziose e infondate”, “calunnie”. Quindi la minaccia: “In caso tornassero a ripetersi affideremo la questione al nostro legale di fiducia”.

Chi è passato alla vie legali sono stati però Zar e Boateng, che hanno presentato una denuncia in Questura, entrata in un fascicolo ora all’esame della Procura di Modena. In quel fascicolo c’è anche un file audio, che avvalorerebbe la regola razzista del locale, file che ieri Zar ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. È stato registrato, spiega lo studente, “da uno dello staff del Mo.Ma che spiega come hanno deciso di apportare alcune modifiche e fa riferimento alla fila per stranieri”. 

Una voce maschile presenta infatti alcune “novità” per le serate Mo.ma, che sarebbero scattate dall'Epifania. Tra queste ci sono le tre file distinte all’ingresso. Una è per “i 98” [probabilmente diciottenni e minori ndr] e per “gli stranieri, gente non ben accetta per il locale, quelli che praticamente il locale non vuole far entrare e pagheranno 25 euro senza alcuna consumazione”. “Ovviamente – concede l’uomo - se qualcuno ha degli stranieri e sono persone come si deve, basta fare un ingresso su lista nominale in cui ci metti dentro anche quelle persone lì ed entrano a prezzi normali”. 

 Elvio Pasca